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Coronavirus. Per le imprese colpite dalla crisi nuovo taglia-bollette

Approvato un nuovo emendamento al Ddl Ristori.

Sono tantissime le imprese che, dall’inizio della pandemia, hanno subito dei danni ingenti a causa delle restrizioni varate. Durante questo periodo sono stati varati vari emendamenti a sostegno economico.

Uno tra questi è sicuramente il taglia-bollette che, ricordiamo, è stato varato all’interno del Decreto Rilancio nella scorsa primavera. Qui di seguito andremo a spiegare brevemente come andrà a funzionare questa nuova misura.

Come funziona?

In questo breve articolo proveremo a spiegare come andrà a funzionare il nuovo “taglia-bollette”. La proposta dell’emendamento punta a ridurre nel 2021 la spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse alla rete in bassa tensione, quindi diverse dagli usi domestici, e che hanno la partita Iva attiva alla data del 25 ottobre 2020. Per fare un esempio, le imprese che operano nel campo della ristorazione, tra quelle più colpite da questa crisi.

L’Arera, ossia l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, effettua una ridetermina, senza apporre alcun aggravio tariffario per le utenze interessate e in modo transitorio, le tariffe di distribuzione e di misura dell’energia elettrica, nonchè le componenti a copertura degli oneri generali di sistema. In questo modo potrà:

  • garantire un risparmio, con parametri al valore vigente nel terzo trimestre dell’anno 2020, delle componenti tariffarie fisse applicate al punto di prelievo;
  • garantire che, con la possibilità di applicare alle sole utenze con potenza superiore ai 3,3 kW, la spesa effettiva che riguarda le voci “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema” non superi quella che, considerando le tariffe applicate nel terzo trimestre dell’anno 2020, attualmente viene applicata a tutte le utenze con potenza fissato a 3 kW.

Per essere più chiari e precisi, praticamente tutti i contatori non domestici con potenza superiore ai 3,3 kW verranno equiparati, in via temporanea, a quelli da 3 kW.

Per finanziare questa misura, si è previsto l’istituzione di un fondo da 180 milioni di euro presso il Ministero delle Finanze