Energia Green: nuovi fondi europei per la ricerca

In UE si promuovono ricerca e innovazione presso atenei, centri sperimentali e aziende per trovare nuove soluzioni nella generazione di energia rinnovabile.

La Commissione Europea, in linea con gli obiettivi di salvaguardia e miglioramento delle condizioni ambientali, climatiche ed energetiche, ha messo a disposizione degli Stati membri un piano per la maggiore diffusione dell’eolico terrestre, del solare fotovoltaico e dell’idroelettrico.

Da Bruxelles arriva un nuovo stanziamento di fondi attraverso il “Programma Horizon 2020” con l’intento di stimolare l’innovazione e trovare soluzioni concrete nel campo energetico, rispettando l’obiettivo del 32% di energia verde da raggiungere entro il decennio e prevedendo anche la messa in palio di 5 milioni di euro con il “Premio Horizon 2020”. La sfida, destinata ad atenei, centri sperimentali e aziende, prevede la “costruzione di un prototipo completamente funzionale e su scala ridotta di un sistema basato sulla fotosintesi artificiale in grado di produrre un combustibile sintetico utilizzabile e di possibile applicazione nel settore dell’industria, dell’uso domestico e dei trasporti“.

In fase di prototipazione si potranno utilizzare le nanotecnologie o la biologia artificiale, portando la ricerca contemporanea al di fuori dei laboratori, per affrontare nuove sfide ingegneristiche. In questo modo la Commissione Europea sarà in grado di stimolare la partecipazione industriale e la creazione di startup, spingendo la fotosintesi artificiale per la produzione di energia a livelli di sviluppo più elevati. Il vincitore dovrà dimostrare di aver progettato il dispositivo con il più alto livello di efficacia, efficienza innovativa e sostenibilità.

Horizon diviene così uno strumento indispensabile non solo per fortificare la sinergia tra industria, istituzioni e ricerca in ambito green, ma anche per stimolare la partecipazione da parte dei cittadini europei alle tematiche riguardanti l’inclusione sociale, la sicurezza civile, il digitale, il clima, l’energia, la bio-economia e la mobilità alternativa.